In pochi si ricordano che 45 anni fa conquistammo il K2
Alle 18 del 31 luglio 1954 gli italiani conquistavano la seconda montagna del mondo, il K2 (8611 metri). La piccozza di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli piantata sul ghiacciaio della vetta, con legato il tricolore, concludeva 72 giorni di scalata irta di difficoltà, avversata dal maltempo, segnata dalla morte del valdostano Mario Puchoz. L'impresa era storica. Dal 1902 numerose spedizioni si erano cimentate nel tentativo, sempre fallito, spesso con numerosi morti. La "Spedizione italiana al Karakorum 1954" venne allestita con grande rapidità. Agli ordini di Ardito Desio, gli scalatori Lino Lacedelli, Walter Bonatti, Achille Compagnoni, Ubaldo Rey, Gino Soldi, Mario Fantin (responsabile della documentazione cinematografica), Ugo Angelino, Enrico Abram, Cirillo Floreanini, Mario Puchoz, Sergio Viotto, Guido Pagani, Pino Gallotti. Partirono in aereo per Skardu il 27 aprile 1959, eressero il campo base il 15 maggio a 4970 metri, "attaccarono" la montagna il 26 maggio; l'8º campo a 7627 metri fu piantato il 28 luglio. Infine, la sera del 30 luglio, la tendina di Lacedelli e Compagnoni a 8060 metri, non raggiunta da Bonatti e l'hunza Mahdi con le due uniche bombole di ossigeno rimaste, costretti a bivaccare oltre gli 8000 metri rischiando la vita (con le polemiche che ne seguirono), le ultime ore di scalata di Compagnoni e Lacedelli senza ossigeno, l'avventuroso rientro nella notte al campo 8, il trionfale ritorno della spedizione in Italia per un'impresa che guadagnò al Paese ammirazione in tutto il mondo.
Non sono previste oggi manifestazioni per ricordarla. Achille Compagnoni, 85 anni a settembre, che verrà festeggiato questa sera al Breuil dagli organizzatori del "Premio Alp/Cervino", dice: "Sono passati 45 anni e il tempo fa dimenticare alla gente vicende così lontane. Ma non a me che le ho vissute. Quando ci penso la rivivo come se il tempo non fosse passato. E così credo anche i miei compagni rimasti che spero d'incontrare a settembre per il mio compleanno (Lacedelli, Floreanini, Abram, Angelino, Gallotti e Bonatti, ndr)".
Il professor Ardito Desio (101 anni), dal mare di Ansedonia dove si trova ora, non indugia invece in ricordi e dice: "Sto lavorando alla nuova edizione del mio trattato di geologia applicata all'ingegneria e festeggerò così il 45º della conquista del K2, con grande soddisfazione".(di Luigi Castellarin - La Stampa - 31 luglio 1999)
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