Se era "il premio dei premi", e lo era, K-Soul Cherix può essere orgoglioso perchè il suo "L'Echo du Tien Shan" allora potrebbe anche essere considerato - per quanto la faccenda messa così diventi un po' impegnativa - "il film dei film".
È proprio la pellicola svizzera dedicata alle guide di alta montagna dell'ex Urss già vista e apprezzata in primavera a Trento dove aveva raccolto però solo il riconoscimento "minore" dell'Uiaa, ad avere messo d'accordo la giuria della prima rassegna internazionale del cinema di montagna e avventura "Alp/Cervino", una giuria formata da Aldo Audisio, Alberto Barbera, Emanuele Cassarà, Bernadette McDonald e Carlo Romeo.
Formula particolarissima quella della manifestazione che ha acceso i suoi riflettori nel fine settimana a Breuil Cervinia: in lizza c'erano solo film che avevano già raccolto un Gran Premio nelle ultime edizioni dei principali Festival Internazionali e dunque la selezione era ristrettissima e, va da sé, particolarmente qualificata. Uniche eccezioni ammesse alla due giorni di proiezioni - ma in concorso solo tra loro e dunque per un altro riconoscimento: il premio "Plateau Rosa" - quelle delle pellicole "suggerite" dai direttori degli stessi festival, in qualche modo recuperate all'attenzione generale dopo non avere forse avuto finora gratificazioni pari ai meriti.
E qui i sorrisi sono stati quelli di Rémy Tezier, il secondo vincitore del fine settimana sotto il Cervino con "Légende des Tropiques", un film ambientato nell'Isola della Réunion (nell'Oceano Indiano, Vicino al Madagascar) e incentrato sulle scalate di due guide di Chamonix con un giovanissimo del posto. Scalate spesso seguite da vertiginose discese lungo cascate. La motivazione del premio: "Per la freschezza e la positività del racconto espresso con una tecnica particolarmente efficace e spettacolare".
Dalle guide del Bianco, dunque, a quelle dell'ex Urss protagoniste di "L'Echo du Tien Shan" premiato "per l'autenticità e la spontaneità nella rappresentazione di una realtà alpinistica lontana dagli schemi tradizionali".
Lontana? Lontanissima. È la realtà degli eredi delle antiche strutture sportive sovietiche chiamati ad adattarsi a una ben diversa situazione sociale: scalatori con un passato da ingegneri, fisici, geologi, che hanno nella maggior parte dei casi perso il loro impiego statale e che lavorano in estate in un campo base a 4000 metri d'altezza appunto nel massiccio del Tien Shan, nel Kirghizistan. Guide che progettano, costruiscono o ricostruiscono anche materiali e attrezzature con mezzi rudimentali e che superano ogni ostacolo testimoniando con la loro gioia di vivere l'amore per la montagna comunque vissuta.
A Cervinia - dove non è voluto mancare Riccardo Cassin, il grande vecchio dell'alpinismo lecchese e mondiale - la giuria del Premio Alp/Cervino ha voluto segnalare altre due pellicole: "Shimshal" di Wilfried Bof (Francia) per la precisa documentazione e "The Fatal Game" di Richard Dennison (Nuova Zelanda) per l'efficacia della tecnica narrativa.(di Giorgio Spreafico - La Provincia - 29 luglio 1998)
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