C'era anche lui, il mitico Riccardo Cassin, che di montagne e di pareti ne ha macinate un'infinità (e vorrebbe continuare a farlo, nonostante sia alla vigilia dei novant'anni e il ginocchio malconcio); e Cassin non si è perso uno dei film della rassegna internazionale del cinema di montagna e avventura "Alp/Cervino". Forse non gli era tanto congeniale il funanbolico canyoning nell'isola della Réunion, con gli scalatori proiettati contro il cielo come in un gigantesco yo-yo. Mentre erano sicuramente a lui più vicine le guide di montagna della ex Unione Sovietica costrette a costruirsi, con mezzi rudimentali e tanto ingegno, le attrezzature per scalare il massiccio del Tien Shan, nel Kirghizistan. Cassin aveva proprio incominciato così, forgiando i chiodi per le scalate nella sua officina da fabbro.
La formula scelta per l'assegnazione di "Alp/Cervino" è stata quella del "premio dei premi", della scrematura di film che avevano già ricevuto riconoscimenti nei principali festival internazionali della montagna. Nei due giorni di proiezioni (il 24 e 25 luglio) sono passati nella sala del "Cinéma des Guides" di Cervinia film già sottoposti a selezioni severissime, o suggeriti (ma anche questa è stata una selezione non da poco) dai direttori dei festival stessi.
La rassegna organizzata dal mensile "Alp", dalla Regione Valle d'Aosta e dal Comune di Valtournenche, ha consentito di accendere i riflettori su opere di sicuro pregio ma che nei vari festival, con i loro ritmi molto intensi, possono sfuggire all'attenzione. È il caso del film che ha ricevuto il premio "Alp/Cervino", "L'Echo du Tien Shan", che a Trento aveva sì ricevuto un riconoscimento, ma minore. L'autore K-Soul Cherix, svizzero, ha ritirato con evidente soddisfazione l'assegno di sette milioni di lire accompagnato da un'opera dello scultore Giangiuseppe Barmasse. L'altro riconoscimento "Premio Plateau Rosa", per un film tra quelli suggeriti dai direttori di festival, è andato a "Légende des Tropiques" del francese Rémy Tezier (cinque milioni e scultura di Barmasse).

(di P.C. - L'Eco di Bergamo - 3 agosto 1998)



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