Il premio "Alp-Cervino"
Nei giorni 28, 29, 30 e 31 luglio ha avuto luogo a Cervinia il Premio "AlpCervino" dedicato ai film di montagna. La particolarità di questo concorso, - giunto felicemente anzi, molto felicemente alla sua seconda edizione - è data dal fatto che si tratta in pratica di una rassegna dei film premiati o segnalati nei vari Festival internazionali, a cominciare dal Filmfestival di Trento, primogenito assoluto di queste manifestazioni.
Due i concorsi: il primo riservato alle pellicole vincitrici in assoluto ("Premio Alp-Cervino") e il secondo ai film particolarmente segnalati dai direttori delle singole rassegne ("Premio Plateau Rosa"). Giornate quindi molto intense e nutrite, ma gratificate dal fatto di assistere a proiezioni di filmati di alto livello, data appunto la precedente selezione. E quindi una manifestazione che se non offriva allo spettatore critico la prima visione, lo compensava con la qualità dei prodotti offerti.
Dirò subito che in questi quattro bellissimi giorni, ho riscontrato un solo difetto: la troppa modestia degli organizzatori che non hanno ricercato di inquadrare in una cornice brillante e sostenuta i singoli pomeriggi e serate, dando il dovuto inquadramento culturale e dialettico ai vari film, accontentandosi di far valere ogni espressione per i propri intrinsechi meriti, e basta.
La Giuria - e personalmente vorrei dire "una volta tanto" - ha saputo cogliere l'aspetto più importante che ha determinato l'assegnazione dei singoli premi, e cioè la poesia che pure nel cinema, come in ogni forma d'arte, rappresenta il traguardo più essenziale, anche se più difficile, cui puntare. Così i giudizi che hanno attribuito il premio "Alp-Cervino" a "Windhorse" di Paul Wagner e quello "Plateau Rosa" a "Adiu Monde" di Sandra Kagut, hanno riscosso l'approvazione di critici e semplici spettatori.
Se si aggiunge a questo il caldo interesse e la costante partecipazione delle Autorità locali - a proposito, Cervinia pare avviata a diventare un'importante centro culturale alpinistico - e la presenza di tanti cari amici, da Bonatti a Diemberger, a Cassarà, dinamico presidente della manifestazione, sempre pronto alla battuta insieme polemica e scherzosa, alle guide alpine locali Minuzzo, Candot, Bianchi, si capirà come il sottoscritto sia rimasto in ogni senso entusiasta di quei quattro giorni, trascorsi all'ombra maestosa del "più nobile scoglio d'Europa" - mi si passi l'orribile luogo comune; tanto più, che a parte rari momenti, il Cervino è rimasto sempre nascosto dietro manti di nubi grigie, nient'affatto nobili. - Un bravo quindi di cuore agli organizzatori, ed in particolare a Simonetta Quirtano, Valeriana Rosso e Patrizia Ciniero. Nella speranza di un "arrivederci" all'anno prossimo.(di Essedipix - Alpinismo Triestino - Settembre-Ottobre 1999)
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