11.jpg (3066 byte) 13.jpg (2890 byte)

logo04.jpg (6952 byte)

14.jpg (2819 byte)
15.jpg (3767 byte) 17.jpg (2699 byte)

Breuil/ Cervinia Valtournenche
21-25 luglio 2004



 


Articoli

IN BILICO SULLA CRESTA DEL MONDO  
Al Cervino festival, un viaggio sulle Ande con TOUCHING THE VOID scritto da Simpson, l'alpinista che lottò con la morte.
E la giuria premia PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO INVERNO E ANCORA PRIMAVERA di Kim Ki Duk

di Elfi Reiter
Il Manifesto 26 luglio 2004

"Perché non scala più con Joe Simpson?" La domanda è per Simon Yates, alpinista quarantenne inglese che assieme al citato Simpson nel 1985 realizzò il sogno comune di vedere la vetta del Siula Grande sulle Ande peruviane, fino allora mai esplorato. "E' troppo pericoloso... ogni volta succede qualcosa", ironizza col sorriso un po' amaro Yates e sa bene che allude al sogno trasformatosi in incubo: al ritorno dalla cima conquistata a fatica, dapprima Joe cade scivolando sulla neve e si rompe una gamba, poi l'amico lo lega a sè e lo fa "scendere" a tratti facendolo scorrere senza appigli sulla ripida parete ghiacciata finché una di queste discese veloci e dolorose lo conduce nel vuoto avendo oltrepassato una cresta di ghiaccio. La corda tende, il corpo di Joe penzola nel vuoto, sospeso nell'aria, Simon si tiene a sua volta speronando gli scarponi dentro il ghiaccio sopra quel dirupo. Passano la notte, entrambi avvolti nel freddo, nella paura, nei timori del domani. Simpson tenta di risalire ma le sue mani sono irrigidite, Yates non sa se l'amico è vivo o morto e sente solo il peso che lo trascina verso il basso... Che fare? Un attimo di riflessione disperata in cui la propria sopravvivenza lo fa pensare al coltello nello zaino, lo estrae e - decide di tagliare la corda. Un taglio che per lui significa salvarsi (forse?) e per l'amico pendente (morto?) il salto sicuro nel vuoto, nel buio, nelle profondità del crepaccio fino a quel momento solo visto dall'alto. La loro storia è diventata un libro, Touching the Void (in italiano La morte sospesa), scritto dallo stesso Simpson che vi narra la sua lotta contro la morte sicura, la delusione/disperazione al momento della percezione del pezzo di corda tagliata e la consapevolezza che l'amico l'aveva abbandonato. E poi la metamorfosi del grido di paura nella perseveranza di voler trovare una via di uscita dal buco più profondo e di trovarla non risalendo -come sarebbe ovvio e al contempo impossibile per la gamba dolente- ma calandosi ancor più giù, ancor più dentro la montagna. E sarà la stessa montagna, in perfetto spirito zen, a indicare grazie al riverbero di un raggio di sole l'uscita laterale da raggiungere strisciando essendo il terreno ghiacciato molto fragile. Grande è la gioia nel rivedere la luce del sole e il mondo attorno, ma lui si trova ancora lassù nel mezzo di una parete del Siula Grande sulle Ande e il cammino verso valle è lungo e faticoso. Ce la farà? E' stato lui a scrivere la sua storia ed è lui a raccontarla nel film diretto da Kevin Macdonald, presentato al settimo Cervino International Film Festival chiusosi ieri sera a Breuil-Cervinia al Cinéma des Guides (in Italia esce con Fandango). Macdonald ha scelto la docufiction, facendo narrare gli stessi protagonisti ripresi frontalmente in primo piano come dei testimoni diretti e ricostruendo dal vivo con attori le vicende di quei fatidici sette giorni. "L'avrei fatto anch'io", sussurrò all'amico Joe giunto esausto alla tenda e continuava a difenderlo davanti alle innumerevoli critiche sollevatesi nel mondo dell'alpinismo nei confronti di Yates appena tornato in Inghilterra. Le nebbie in alta quota, i ghiacci, i volti deformati da sole e freddo fanno pensare al Grido di pietra di Werner Herzog, il regista tedesco amante dell'estremismo nella vita e nel cinema, ma Herzog si era fermato al "grido", Touching the Void si addentra in quel grido, visualizzandolo.

"Il nostro non è un festival di solo alpinismo", dice Valeriana Rosso che da sette anni dirige la manifestazione che si svolge nella conca meravigliosa (purtroppo piena di enormi alberghi) all'ombra dello spettacolare Cervino, "mi piace esplorare il cinema di montagna in cui è vista come spazio di vita e non solo meta da raggiungere e da sfruttare". Vari i temi proposti, la curiosa amicizia tra falchi e uomini nata a Pokhara ai piedi dell'Himalaya in Parahawking di Saunders-Griffith, Hill e Mason, la tribù indigena nella Papua Nuova Guina in Papuas di Marco Preti. E ancora la vita che si è quasi fermata sui versanti nord e sud delle Alpi in Pirot, en fièt d'en bot di Sandro Gastinelli che con sapiente ironia racconta l'infanzia di un bimbo a inizio secolo affittato d'estate come pastore e d'inverno avido ascoltatore di fiabe sulle streghe, e in Charles, Edouard ou le temps sospendu di Bernard Boyer, ritratto curato nei dettagli di due fratelli che vivono sul versante francese un tempo remoto in una fattoria isolata che non hanno mai abbandonato. Il paradiso perduto nel deserto del Sahara -il grande mare senz'acqua, come lo chiamano i tuareg- è al centro di Sahara-Das versunkene Paradies dell'austriaco Michael Schlamberger, il quale andò alla ricerca delle origini della vita nascosta tra le dune di sabbia infinite, incuriosito dai graffiti raffiguranti rinoceronti, giraffe e uomini che si tuffano e nuotano, trovati nel 1933 dall'austriaco Ladislaus Almasy. I percorsi nomadi attraggono l'inglese Alex Gabbay nei suoi A Man called Nomad e In search of Zhang Zhung.

Infine il verdetto della giuria: miglior fiction (2000 euro) il rigoroso coreano Primavera, estate, autunno, inverno e ancora primavera di Kim Ki-Duk (attualmente nelle sale), il gran premio (3500 euro) il citato Charles, Edouard... del francese Boyer, miglior documentario (2500 euro) l'originale The Race del tedesco Uli Wiesmaier, duello tra un arrampicatore e un campione di parapendio, secondo premio all'austriaco Sahara, das versunkene Paradies.

Torna su | Torna alla Home Page


INFO
Promocinema
Via Carlo Alberto 55  
10123 Torino  
tel/fax  011 837538
email:
info@promocinema.org

proiezioni
INGRESSO LIBERO
Cinéma Des Guides   
Via Jean Antoine Carrel 32 Breuil-Cervinia  
Tel +39 0166 949473
Sala Congressi Comunale
P.za Jean Antoine Carrel Valtournenche