CERVINO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL
6° edizione 23 – 27 luglio 2003
Breuil-Cervinia/Valtournenche

PRESS

COMUNICATO STAMPA

IL CERVINO INTERNATIONAL FILM FESTIVAL presenta

TERRE MAGELLANICHE
di Alberto Maria De Agostini
Italia 1933

25 LUGLIO 2003, ORE 21,30
CENTRO CONGRESSI COMUNALE, VALTOURNENCHE

Ingresso gratuito

Proiezione della copia restaurata della pellicola
con viraggi originali, 6 parti, 106 minuti

Accompagnamento musicale dal vivo a cura di
FRANCESCO PENNAROLA

Esecuzione in sala
FRANCESCA VILLA, violoncello
FRANCESCO PENNAROLA, pianoforte

Un progetto del MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA "DUCA DEGLI ABRUZZI" - CAI-TORINO
e della REGIONE PIEMONTE
con la collaborazione dei
Salesiani di Don Bosco
Circoscrizione Speciale Piemonte ­ Valle d¹Aosta

Il 26 maggio 1933, a Torino, al Politeama Chiarella, veniva presentato il film Terre Magellaniche, opera di Alberto Maria De Agostini, padre missionario salesiano, noto esploratore e alpinista, fotografo e cineoperatore. Nel prestigioso cinema-teatro torinese, in quella serata, il lungo documentario faceva rivivere storie e situazioni, luoghi e genti, dell¹estremo Sud del continente americano. Le Terre Magellaniche della Patagonia e della Terra del Fuoco apparivano in tutta la loro bellezza, gli ultimi indio venivano filmati, la "nuova"civiltà conquistava le regioni meridionali dell'Argentina e del Cile.
La stessa pellicola proiettata alla "prima" del 1933, è oggi conservata dal Museo Nazionale della Montagna di Torino nella Cineteca Storica. Si tratta del documentario originale, con sequenze virate in diversi colori e tonalità. È un¹opera preziosa che, dopo un attento lavoro di restauro, rivede la luce del proiettore, settant¹anni dopo, grazie alla collaborazione tra REGIONE PIEMONTE e MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA.

Alberto Maria De Agostini, padre salesiano, esploratore e alpinista, fotografo e cineoperatore, nasce a Pollone, sulla montagna biellese, il 2 novembre 1883. Entra a far parte della congregazione salesiana e viene ordinato sacerdote nel 1909. L¹anno seguente parte per l'America australe, le Terre Magellaniche dove, dal 1886, operavano i primi insediamenti missionari fondati da Giuseppe Fagnano.
Subito dopo l'arrivo, fino alla metà degli anni '50 del secolo scorso, dedica gran parte della sua attività all'esplorazione sistematica della Terra del Fuoco e della Patagonia. I suoi scritti, raccolti in importanti volumi, la grande documentazione fotografica e il suo film Terre Magellaniche, sono strumento insostituibile per la conoscenza di quelle regioni. Attivo fino agli ultimi anni della sua vita, muore a Torino il giorno di Natale del 1960. Con lui si chiude l'esplorazione pionieristica del fin del mundo.

Il film, recita il volantino distribuito per la "prima"del 1933, "è eseguito con rara maestria e squisito senso artistico e accompagna l'esploratore nel labirinto di canali patagonici, penetra nei fiordi profondi e di straordinaria bellezza, fra grandi masse di ghiacci galleggianti, dalle forme più curiose. Trasportato in regioni di fantastica bellezza, posto di fronte a gigantesche montagne, da cui precipitano maestose cascate, lo spettatore prova l'illusione di trovarsi in un misterioso regno di sogno e d'incanto". Particolarmente interessanti, oltre che uniche al mondo, sono le parti dedicate alla "vita e ai costumi delle tre stirpi fueghine: Ona, Yagan, Alacaluf. Poi le Missioni Salesiane fondate da S. Giovanni Bosco per opera di Mons. Fagnano per la protezione e redenzione di quelle misere popolazioni indigene. Interessantissime sono alcune scene del progresso e dell¹industrie sorte in quelle regioni".

Non disponendo di alcun documento originale, il maestro Francesco Pennarola ha ricostruito la colonna sonora del film, immaginando quale colore musicale Alberto De Agostini avrebbe gradito per ogni singola scena.
Ne è risultato un tappeto sonoro di mille colori, fatto di pagine romantiche e sensuali, divertenti ed ironiche, realizzato unendo brani, o a volte anche manciate di battute, di Robert Schumann e di Isaac Albeniz, Astor Piazzolla e Francesco Cilea, e poi ancora Antonin Dvorak, Alexander Scriabin, Heitor Villa Lobos, Gabriel Fauré, Modest Moussorgskij, Bela Bartok, fino ai meno noti Sydney Smith ed Henry Roubier, Brinley Richards ed Ernesto Becucci. È stata anche l'occasione per sfruttare il prezioso materiale musicale, un vero e proprio patrimonio, della Biblioteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino: pagine e pagine di spartiti, di brani destinati all'esecuzione estemporanea, durante la proiezione, all'epoca del cinema muto: composizioni di autori come Franco Vittadini, Benjamin Godard, Francesco Gabutti e Maurice Pesse, che rivivono, in questa colonna sonora di Terre Magellaniche pensata per l¹evento voluto da REGIONE PIEMONTE e MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA.

La prima proiezione della copia restaurata del film è avvenuta a Torino il 13 maggio 2003. Nel mese di novembre è prevista una grande presentazione a Buenos Aires e in altre città dell¹Argentina.

SCHEDA TECNICA DEL RESTAURO

Il restauro è stato curato direttamente dal Museo Nazionale della Montagna ed è avvenuto in due fasi.
Alla metà degli anni 1980 è stato condotto un intervento complesso di recupero della pellicola originale, copia positiva infiammabile con viraggi d'epoca.
In questa prima fase sono stati controllati tutti i cartelli e rimontate le sequenze nell'ordine dell'edizione originale, ove era necessario.
Si è proceduto al controllo di tutto il supporto, il restauro delle perforazioni e delle giunte.
Ottenuto il rimontaggio, restaurato, della copia originale si è proceduto alla realizzazione di un negativo colore 35 mm, con stampa sotto liquido, bilanciamento di ogni singola sequenza e controllo di uniformità dei colori di viraggio.
L'operazione era stata effettuata presso lo stabilimento TTC (ora Blue Gold) di Milano, con la supervisione storico-tecnica di Aldo Audisio.
L'ultima fase del restauro ha portato alla stampa di copie, in pellicola colore 35 mm, per la proiezione in sala.
In quest'ultima fase, avvenuta all'inizio 2003, si è proceduto alla stampa di positivi dal negativo restaurato. Sono state migliorate le trasparenze delle immagini, le luci e ogni altro dettaglio che è stato possibile migliorare con la stampa. Sono inoltre stati effettuato ulteriori interventi di bilanciamento e restauro dei titoli e dei cartelli.
Anche questa fase di lavorazione, controllata dal Museo Nazionale della Montagna, si è svolta presso lo stabilimento Blue Gold di Milano.

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