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L'EDIZIONE 2002

Il Cervino International Film Festival giunge alla sua 5a edizione, che si svolgerà dal 24 al 28 di luglio presso il Cinéma des Guides di Breuil Cervinia e la Sala Congressi Comunale di Valtournenche.

Il Festival, socio fondatore dell'International Alliance for Mountain Film, anche quest'anno attribuirà il premio per il miglior film tra quelli premiati durante gli altri Festival membri dell'Alliance, quello per il miglior documentario e quello per il miglior lungometraggio. Molti e cospicui i premi: si parte dai 3.500 euro offerti dal Festival al miglior film tra quelli vincitori del gran premio, ai due premi per la categoria miglior documentario, il primo di 2.500 euro offerto da Sport&Promozione e il secondo di 1.500 euro offerto da Focus Himalaya Travel, per finire con il premio al miglior lungometraggio di 2.000 euro forniti dal Festival e quello al miglior film d'alpinismo di 2.500 euro offerti dal CAI. La giuria sarà composta da Stefano Della Casa, direttore del Torino Film Festival, Stefano Francia, tra gli autori di Fuori Orario, Maria Hamorova, direttrice del Festival della Montagna di Poprad, Slovacchia, Krzysztof Wielicki, alpinista polacco di fama mondiale e Ezio Torta, autore di programmi come Il Pianeta delle meraviglie.

4 i lungometraggi in concorso, quasi tutti in prima nazionale; dall'austriaco Vollgas, di Sabine Derflinger, che mette in relazione lavoro e disagio giovanile a Una rondine fa primavera, produzione francese di recente uscita nelle sale italiane, la storia di una ragazza che decide di mollare tutto per iniziare una nuova vita sulle Alpi e che vede tra gli interpreti principali lo straordinario Michel Serrault: sesto incasso in Francia nella passata stagione. Recentemente proiettato al Festival di Cannes, nella sezione Un Certain Regard, sarà in concorso anche l'iraniano Les chants du pays de ma mere di Bahman Ghobadi, già vincitore nella passata edizione del Festival con Il tempo dei cavalli ubriachi. Proposta interessantissima arriva invece dal tedesco Michael Roes con il suo Someone is Sleeping in my Pain, un riadattamento del Macbeth shakesperiano tra le arcaiche popolazioni delle montagne yemenite.

Nella categoria Gran Premio spicca Mustang di Pavol Barabàs, regista slovacco premiato già nella passata edizione del Festival, che vi ritorna quest'anno con le splendide immagini di una fortezza ai confini col Nepal da cui risuonano, attraverso le costanti preghiere dei monaci, gli antichi rituali buddhisti. Tra i titoli più importanti c'è anche Massoud, l'Afgano, coproduzione di ARTE, ritratto del guerrigliero che si è opposto all'organizzazione di Bill Laden, dagli uomini del quale è stato ucciso prima dell'attentato alle torri gemelle dell'11 settembre. Massoud, l'Afgano è un documento in un certo senso sconvolgente su una realtà che comunque resta per noi misteriosa e su un uomo che qui viene visto non più sotto la luce dell'eroe prodotto dal marketing, ma sotto quella privata.

Tra i documentari invece ben due le produzioni italiane: Groenlandia un destino di ghiaccio di Mario Nardin, che s'interroga sulla vita degli abitanti della "terra verde" che, contrariamente al suo nome, lascia ben poche speranze di sviluppo per il futuro, e La montagna al femminile, di Ingrid Runggaldier, che ripercorre la storia delle imprese compiute dalle più brave alpiniste del mondo.

Di produzione svizzera (TSI), ma di firma italiana è Eldorado di ghiaccio, del veterano Adriano Zecca, che denuncia le precarie condizioni di lavoro di una popolazione andina che vive nei pressi della Rinconada, una miniera che rappresenta l'unica forma di sussistenza della zona. Belle anche le imprese di sci estremo raccontate dallo svizzero Dominique Perret in The Making of Timeless e le testimonianze dalle guide alpine circa i rischi che corrono durante il loro lavoro nel film di Pierre-Antoine Hiroz, Le cout du risque. Sconvolgenti sono poi le immagini che ci vengono mostrate in Wild Asia-At the Edge, in cui si assiste alla visione dell'himalayano leopardo delle nevi durante il combattimento con un bahral, altra tipica belva della zona. Sono le immagini più estese che si hanno sul leopardo delle nevi.

Numerosi anche gli eventi speciali. Anche quest'anno il Festival restaura una pellicola in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema. Sarà la volta della terza e quarta parte del film Tra i figli del cielo di Venanzio Sella (1924), le prime due parti del quale si sono potute vedere, restaurate, proprio a Cervinia durante la passata edizione. La visione del film sarà preceduta da un'introduzione tecnica sul restauro avvenuto.

Con il Festival del cinema sportivo e AIACE Torino, saranno anche presentati una serie di brevi spot dal titolo Snowfood, realizzati per conto di StreamTV e del Festival Internazionale del Cinema Sportivo di Torino, diretto da Gianni Volpi e Giampaolo Ormezzano, da registi come Enrico Verra e Vittoria Castagneto che portano la testimonianza di numerosi autorevoli personaggi sulla montagna e sulle suggestioni che provoca loro la visione di foto ad essa legate. Gli spot, una trentina, saranno proiettati a ciclo continuo presso gli spazi del Festival, mentre sette di loro apriranno ogni fascia di programmazione nella sala del Cinéma des Guides.

Da quest'anno L'International Alliance for Mountain Film ha deciso di attribuire un riconoscimento di 2.500 euro ad una persona particolarmente distintasi nel campo della cinematografia di montagna. I membri dell'associazione, riunitisi durante lo svolgimento dell'ultima edizione del Festival Montagna Esplorazione e Avventura "Città di Trento", hanno deciso di conferire il premio a Gerhard Baur, regista tedesco, da anni realizzatore di bellissimi ritratti sulla montagna e sull'alpinismo, di cui, alla sua presenza, sarà presentato al festival il film La decisione.

Riprendendo idealmente la giornata organizzata lo scorso anno e che ha visto anche Don Ciotti tra gli ospiti, La cordata della solidarietà, il Festival vuole anche quest'anno contribuire al recupero e all'inserimento di realtà dalle difficili condizioni di vita. In collaborazione con Alpiteam e Arca, è prevista una tavola rotonda su esperienze a confronto in tossicodipendenze, disturbi psichiatrici e disagio giovanile e sulle attività alpinistiche o escursionistiche che fanno parte del processo di riabilitazione. Il convegno sarà condotto da Oriana Pecchio alla presenza di esperti. E non solo: un gruppo di giovani ospiti della comunità l'Arca potranno, durante il Festival e suoi ospiti, fare escursioni in montagna, approfittando della bellezza del paesaggio, e partecipare a tutte le attività del Festival. Su questa esperienza verrà girato un documentario.

5° Cervino International Film Festival
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