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Il
Cervino International Film Festival giunge alla sua 5a edizione,
che si svolgerà dal 24 al 28 di luglio presso il Cinéma des Guides
di Breuil Cervinia e la Sala Congressi Comunale di Valtournenche.
Il
Festival, socio fondatore dell'International Alliance for Mountain
Film, anche quest'anno attribuirà il premio per il miglior film
tra quelli premiati durante gli altri Festival membri dell'Alliance,
quello per il miglior documentario e quello per il miglior lungometraggio.
Molti e cospicui i premi: si parte dai 3.500 euro offerti dal
Festival al miglior film tra quelli vincitori del gran premio,
ai due premi per la categoria miglior documentario, il primo di
2.500 euro offerto da Sport&Promozione e il secondo di 1.500 euro
offerto da Focus Himalaya Travel, per finire con il premio al
miglior lungometraggio di 2.000 euro forniti dal Festival e quello
al miglior film d'alpinismo di 2.500 euro offerti dal CAI. La
giuria sarà composta da Stefano Della Casa, direttore del Torino
Film Festival, Stefano Francia, tra gli autori di Fuori Orario,
Maria Hamorova, direttrice del Festival della Montagna di Poprad,
Slovacchia, Krzysztof Wielicki, alpinista polacco di fama mondiale
e Ezio Torta, autore di programmi come Il Pianeta delle meraviglie.
4 i lungometraggi in concorso, quasi tutti in prima nazionale;
dall'austriaco Vollgas, di Sabine Derflinger, che mette
in relazione lavoro e disagio giovanile a Una rondine fa primavera,
produzione francese di recente uscita nelle sale italiane, la
storia di una ragazza che decide di mollare tutto per iniziare
una nuova vita sulle Alpi e che vede tra gli interpreti principali
lo straordinario Michel Serrault: sesto incasso in Francia nella
passata stagione. Recentemente proiettato al Festival di Cannes,
nella sezione Un Certain Regard, sarà in concorso anche
l'iraniano Les chants du pays de ma mere di Bahman Ghobadi,
già vincitore nella passata edizione del Festival con Il tempo
dei cavalli ubriachi. Proposta interessantissima arriva invece
dal tedesco Michael Roes con il suo Someone is Sleeping in
my Pain, un riadattamento del Macbeth shakesperiano tra le
arcaiche popolazioni delle montagne yemenite.
Nella
categoria Gran Premio spicca Mustang di Pavol Barabàs,
regista slovacco premiato già nella passata edizione del Festival,
che vi ritorna quest'anno con le splendide immagini di una fortezza
ai confini col Nepal da cui risuonano, attraverso le costanti
preghiere dei monaci, gli antichi rituali buddhisti. Tra i titoli
più importanti c'è anche Massoud, l'Afgano, coproduzione
di ARTE, ritratto del guerrigliero che si è opposto all'organizzazione
di Bill Laden, dagli uomini del quale è stato ucciso prima dell'attentato
alle torri gemelle dell'11 settembre. Massoud, l'Afgano
è un documento in un certo senso sconvolgente su una realtà che
comunque resta per noi misteriosa e su un uomo che qui viene visto
non più sotto la luce dell'eroe prodotto dal marketing, ma sotto
quella privata.
Tra
i documentari invece ben due le produzioni italiane: Groenlandia
un destino di ghiaccio di Mario Nardin, che s'interroga sulla
vita degli abitanti della "terra verde" che, contrariamente al
suo nome, lascia ben poche speranze di sviluppo per il futuro,
e La montagna al femminile, di Ingrid Runggaldier, che
ripercorre la storia delle imprese compiute dalle più brave alpiniste
del mondo.
Di
produzione svizzera (TSI), ma di firma italiana è Eldorado
di ghiaccio, del veterano Adriano Zecca, che denuncia le precarie
condizioni di lavoro di una popolazione andina che vive nei pressi
della Rinconada, una miniera che rappresenta l'unica forma di
sussistenza della zona. Belle anche le imprese di sci estremo
raccontate dallo svizzero Dominique Perret in The Making of
Timeless e le testimonianze dalle guide alpine circa i rischi
che corrono durante il loro lavoro nel film di Pierre-Antoine
Hiroz, Le cout du risque. Sconvolgenti sono poi le immagini
che ci vengono mostrate in Wild Asia-At the Edge, in cui si assiste
alla visione dell'himalayano leopardo delle nevi durante il combattimento
con un bahral, altra tipica belva della zona. Sono le immagini
più estese che si hanno sul leopardo delle nevi.
Numerosi
anche gli eventi speciali. Anche quest'anno il Festival restaura
una pellicola in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema.
Sarà la volta della terza e quarta parte del film Tra i figli
del cielo di Venanzio Sella (1924), le prime due parti del
quale si sono potute vedere, restaurate, proprio a Cervinia durante
la passata edizione. La visione del film sarà preceduta da un'introduzione
tecnica sul restauro avvenuto.
Con
il Festival del cinema sportivo e AIACE Torino, saranno anche
presentati una serie di brevi spot dal titolo Snowfood, realizzati
per conto di StreamTV e del Festival Internazionale del Cinema
Sportivo di Torino, diretto da Gianni Volpi e Giampaolo Ormezzano,
da registi come Enrico Verra e Vittoria Castagneto che portano
la testimonianza di numerosi autorevoli personaggi sulla montagna
e sulle suggestioni che provoca loro la visione di foto ad essa
legate. Gli spot, una trentina, saranno proiettati a ciclo continuo
presso gli spazi del Festival, mentre sette di loro apriranno
ogni fascia di programmazione nella sala del Cinéma des Guides.
Da
quest'anno L'International Alliance for Mountain Film ha deciso
di attribuire un riconoscimento di 2.500 euro ad una persona particolarmente
distintasi nel campo della cinematografia di montagna. I membri
dell'associazione, riunitisi durante lo svolgimento dell'ultima
edizione del Festival Montagna Esplorazione e Avventura "Città
di Trento", hanno deciso di conferire il premio a Gerhard
Baur, regista tedesco, da anni realizzatore di bellissimi ritratti
sulla montagna e sull'alpinismo, di cui, alla sua presenza, sarà
presentato al festival il film La decisione.
Riprendendo idealmente la giornata organizzata lo scorso anno
e che ha visto anche Don Ciotti tra gli ospiti, La cordata
della solidarietà, il Festival vuole anche quest'anno contribuire
al recupero e all'inserimento di realtà dalle difficili condizioni
di vita. In collaborazione con Alpiteam e Arca, è prevista una
tavola rotonda su esperienze a confronto in tossicodipendenze,
disturbi psichiatrici e disagio giovanile e sulle attività alpinistiche
o escursionistiche che fanno parte del processo di riabilitazione.
Il convegno sarà condotto da Oriana Pecchio alla presenza di esperti.
E non solo: un gruppo di giovani ospiti della comunità l'Arca
potranno, durante il Festival e suoi ospiti, fare escursioni in
montagna, approfittando della bellezza del paesaggio, e partecipare
a tutte le attività del Festival. Su questa esperienza verrà girato
un documentario.
5°
Cervino International Film Festival
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