Il regista

BAHMAN GHOBADI è nato nel 1969 a Bané, nel
Kurdistan iraniano. Durante gli studi, lavora in radio per poi unirsi ad un gruppo
di giovani cineasti con cui inizia a realizzare cortometraggi. Si è poi trasferito nella
capitale per studiare cinema. Tra il 1995 ed il 1999, ha realizzato una decina di
cortometraggi, vincitori di numerosi premi in Festival nazionali ed internazionali, tra i
quali il Premio Speciale della Giuria al Festival di Clermont-Ferrand per Life in Fog.
Nel 1999 ha lavorato come primo assistente del regista Abbas Kiarostami durante le riprese
del film Il vento ci porterà via, ed è stato uno dei protagonisti del film Le
lavagne di Samira Makhmalbaf. Il tempo dei cavalli ubriachi, opera che segna il
suo esordio alla regia di lungometraggi, è anche il primo film curdo-iraniano della
storia del cinema ed ha ricevuto la Camera D'Or ed il Prix de la Jeunesse alla Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes nel 2000.
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IL
TEMPO DEI CAVALLI UBRIACHI
ZAMANI BARAYE
Bahman Ghobadi, Iran, 2000, 80, col, 35 mm
con Nezhad Ekhtiar-Din, Amaneh Ekhtiar-DinKurdistan, al confine tra l'Iraq e l'Iran: condizioni di vita spaventose.
L'unica fonte di reddito è il traffico di merci, un piccolo miserabile contrabbando,
sulle montagne impervie che separano i due paesi. A dorso di mulo o portate sulla schiena
dagli uomini, sotto il fuoco delle imboscate e a dispetto dei controlli di doganieri
inflessibili...
Tra i tanti che sopravvivono in questo modo, un ragazzino
rimasto orfano: è lui il capo di una famiglia senza adulti, due sorelline, un neonato, un
altro fratello affetto da una grave malformazione e bisognoso di cure continue e costose.
La sorella maggiore accetta un matrimonio combinato con un
iracheno nella speranza di poter operare il fratello, che altrimenti non vivrebbe a lungo.
Ma la suocera rifiuta il ragazzo malato e offre in cambio un mulo
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